venerdì 19 agosto 2011

Transumanesimo - vita e destino a propria misura e volontà

Il Dr. Giuliano Ferrara, intervenendo al convegno "Quale umanesimo oggi? Laici e cattolici a confronto", svoltosi a Roma lo scorso 25.05.2011, ha ricordato la figura e il pensiero di Julian Huxley per far 'capire cosa vuol dire trasformare una prospettiva laica, trasformare l’eredità dell’illuminismo laico più radicale, quello negatore dei fondamenti religiosi del pensiero cristiano, trasformarlo in una nuova utopia a sfondo religioso e quindi sostanzialmente in un pensiero fideistico'.
Huxley, biologo e naturalista, secondo Ferrara 'in un certo senso decretò la fine dell’evoluzionismo e della sua naturale appendice che è la selezione naturale della specie e lanciò la formula magica del ”transumanesimo” nel suo libro intitolato “Nuove botti per un nuovo vino”'.
Ecco un passaggio di quel libro: "Siamo solo all’inizio ma è la direzione di marcia che conta; la grande svolta è che noi non siamo solo un prodotto altissimo dell’evoluzione, ma un prodotto che può dare inizio ad una nuova storia, ad una nuova epoca, a un tempo nuovo”.

per testo integrale intervento Dr. Ferrara

Quale umanesimo oggi. Laici e cristiani a confronto

Dalla relazione di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi al convegno "Quale umanesimo oggi. Laici e cristiani a confronto", svoltosi il 25.05.2011 a Roma
[...]
il mondo non è frutto del terminismo o del caso. Ecco cosa significa che la fede cristiana implica una metafisica. Ma proprio su questo, oggi, pensiero laico e dottrina cattolica divergono. Divergono sull’uomo perché divergono sulla realtà, divergono sulla realtà perché divergono sulla verità, divergono sulla verità perché divergono sul valore conoscitivo della fede, senza la quale non c’è unità del sapere. Divergono sul valore conoscitivo della fede perché l’uomo non viene inteso come nelle sabbie mobili, ma si pensa che egli, prendendosi per i capelli, possa trasportarsi al di là del fiume. (riferimento al Barone di Munchausen n.d.r.)
[...]
Come potranno intendersi laici e cattolici se per i primi la persona è integra e può da sola conseguire i propri obiettivi, mentre per i secondi è ferita e da sola non riesce nemmeno a capire chi essa sia? Come potranno intendersi se per i primi la salvezza deriva dalla rivoluzione ieri o dalla tecnica oggi, mentre per i secondi non c’è una briciola di vita umana che non abbia bisogno dell’influsso, almeno per riflesso, della grazia per sanare le sue ferite e migliorarsi?
[...]

per il testo integrale

martedì 16 agosto 2011

Sulla Democrazia... Spigolando il radiomessaggio "Benignitas et humanitas" di Pio XII del 24.12.44

Sulla democrazia (dignità dell’uomo, Stato, libertà, il popolo e la massa, etica del politico, legge positiva fondata su legge naturale)
[…] Le sfide della democrazia
secondo quali norme (la democrazia) deve essere regolata, per potersi dire una vera e sana democrazia, confacente alle circostanze dell’ora presente (?)
[…] Quali caratteri debbono contraddistinguere gli uomini, che vivono nella democrazia e sotto il regime democratico? [...] Quali caratteri debbono contraddistinguere gli uomini, che nella democrazia tengono il pubblico potere?
[…] dignità dell’uomo
l’uomo, [...] lungi dall’essere l’oggetto e un elemento passivo della vita sociale, ne è invece, e deve esserne e rimanerne, il soggetto, il fondamento, il fine.
[…] Stato
Lo Stato non contiene in sé e non aduna meccanicamente in un dato territorio un’agglomerazione amorfa d’individui. Esso è, e deve essere in realtà, l’unità organica e organizzatrice di un vero popolo.
[…] il popolo e la massa
Popolo e moltitudine amorfa o, come suol dirsi, "massa" sono due concetti diversi. Il popolo vive e si muove per vita propria; la massa è per sé inerte, e non può essere mossa che dal di fuori.
[…]
lo Stato stesso può, con l’appoggio della massa, […] imporre il suo arbitrio alla parte migliore del vero popolo: l’interesse comune ne resta gravemente e per lungo tempo […].
[…]
la massa […] è la nemica capitale della vera democrazia e del suo ideale di libertà e di uguaglianza.
[…]
In un popolo degno di tal nome, il cittadino sente in se stesso la coscienza della sua personalità, dei suoi doveri, e dei suoi diritti, della propria libertà congiunta col rispetto della libertà e della dignità altrui.
In un popolo degno di tal nome, tutte le ineguaglianze, derivanti non dall’arbitrio, ma dalla natura stessa delle cose, ineguaglianze di cultura, di averi, di posizione sociale […] non sono affatto un ostacolo all’esistenza e al predominio di un autentico spirito di comunità e di fratellanza. […] di fronte allo Stato, ciascuno ha il diritto di vivere onoratamente la propria vita personale, nel posto e nelle condizioni in cui i disegni e le disposizioni della provvidenza l’hanno collocato.
[…] libertà come arbitrio
(Se) uno Stato democratico (viene) lasciato all’arbitrio della massa[…] la libertà, in quanto dovere morale della persona, si trasforma in una pretensione tirannica di dare libero sfogo agl’impulsi e agli appetiti umani a danno degli altri. L’uguaglianza degenera in un livellamento meccanico, in una uniformità monocroma
[…] l'autorità è necessaria
Lo Stato democratico, sia esso monarchico o repubblicano, deve, come qualsiasi altra forma di governo, essere investito del potere di comandare con una autorità vera ed effettiva. Lo stesso ordine assoluto degli esseri e dei fini, che mostra l’uomo come persona autonoma, […], radice e termine della sua vita sociale, abbraccia anche lo Stato come società necessaria, rivestita dell’autorità, senza la quale non potrebbe né esistere né vivere.
[…] Dio quale fondamento della dignità dell'uomo e della comunità
E poiché quell’ordine assoluto, alla luce della sana ragione, e segnatamente della fede cristiana, non può avere altra origine che in un Dio personale, nostro Creatore, consegue che la dignità dell’uomo è la dignità dell’immagine di Dio, la dignità dello Stato è la dignità della comunità morale voluta da Dio, la dignità dell’autorità politica è la dignità della sua partecipazione all’autorità di Dio.
[…]
Soltanto la chiara intelligenza dei fini assegnati da Dio ad ogni società umana, congiunta col sentimento profondo dei sublimi doveri dell’opera sociale, può mettere quelli, a cui è affidato il potere, in condizione di adempiere i propri obblighi di ordine sia legislativo, sia giudiziario od esecutivo, con quella coscienza della propria responsabilità, con quella oggettività, con quella imparzialità, con quella lealtà, con quella generosità, con quella incorruttibilità, senza la quali un governo democratico difficilmente riuscirebbe ad ottenere il rispetto, la fiducia e l’adesione della parte migliore del popolo.
[…] idoneità e capacità dei politici
la questione della elevatezza morale, della idoneità pratica, della capacità intellettuale dei deputati al parlamento, è per ogni popolo in regime democratico una questione di vita o di morte, di prosperità o di decadenza, di risanamento o di perpetuo malessere.
[…] qualsiasi corpo legislativo deve […] raccogliere nel suo seno una eletta di uomini, spiritualmente eminenti e di fermo carattere, che si considerino come i rappresentanti dell’intero popolo […]. Una eletta di uomini, che non sia ristretta ad alcuna professione o condizione, […] di solida convinzione cristiana, di giudizio giusto e sicuro, di senso pratico ed equo, coerente con se stesso in tutte le circostanze; uomini di dottrina chiara e sana , di propositi saldi e rettilinei, uomini soprattutto capaci […] di essere guide e capi […]; uomini che nei periodi di transizione, generalmente travagliati e lacerati dalle passioni, dalle divergenze delle opinioni e dalle opposizioni dei programmi, si sentono doppiamente in dovere di far circolare nelle vene del popolo e dello Stato, […] l’antidoto spirituale delle vedute chiare, della bontà premurosa, […], e la tendenza della volontà verso l’unione e la concordia nazionale in uno spirito di sincera fratellanza.
[…] Limiti della legge positiva e all'autorità dello Stato
Una sana democrazia fondata sugl’immutabili principi della legge naturale e delle verità rivelate, sarà risolutamente contraria a quella corruzione, che attribuisce alla legislazione dello Stato un potere senza freno né limiti, e che fa anche del regime democratico, nonostante le contrarie ma vane apparenze, un puro e semplice sistema di assolutismo.
L’assolutismo di Stato […] consiste infatti nell’erroneo principio che l’autorità dello Stato è illimitata, e che di fronte ad essa […] non è ammesso alcun appello ad una legge superiore e moralmente obbligante.
[…]
questa maestà del diritto positivo umano allora […] non può sussistere se non in quanto rispetta il fondamento, sul quale si appoggia la persona umana, non meno che lo Stato e il pubblico potere. E’ questo il criterio fondamentale di ogni sana forma di governo, compresa la democrazia; criterio col quale deve essere giudicato il valore morale di ogni legge particolare.

giovedì 17 marzo 2011

150° Unità d'Italia - Omelia card. Angelo Bagnasco

Non è retorica, né tantomeno nostalgia quella che ci muove, ma la consapevolezza che la Patria che ci ha generato è una preziosa eredità e insieme una esigente responsabilità.
E' la "tensione morale e spirituale, in cui si sono forgiate la lingua e progressivamente la sensibilità e la cultura", che "ha condotto, per vie non sempre rettilinee, a dar vita all’Italia."


Con queste parole, il Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha aperto l’omelia in occasione della celebrazione eucaristica per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a Roma, nella Basilica di S. Maria degli Angeli, giovedì 17 marzo 2011.
Da sottolineare il passaggio che partendo dal richiamo alla regola d’oro - “Tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, questo anche voi fate a loro” - indica come uscire "dalla trappola mortale di un individualismo che ha mostrato chiaramente le sue falle e i suoi inganni".
“Come agire allora? A partire da me, ma non per me” (Martin Buber, Il cammino dell’uomo). Nessuno è l’obiettivo di se stesso! "
E aggiunge: "l’uomo non è una monade gettata per caso nel caos, un caos  abitato da innumerevoli altre che vagano come scintille nella notte, ma è relazione". "Da questa origine deriva nell’uomo un indirizzo di marcia che è un’esigenza ontologica. Seguire questa direzione profonda significa per la persona raggiungere se stessa, compiersi, creare una società ricca di relazioni positive".

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lunedì 28 febbraio 2011

Come se Dio non esistesse

È in atto un cambiamento culturale, alimentato anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall’imperante relativismo, un cambiamento che porta ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse, e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali.
dal Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale Missionaria 2010 - 25.01.2011

sabato 26 febbraio 2011

Apertura blog Dimensione Cultura

Ecco una nuova opportunità per promuovere le nostre iniziative e per confrontarci sui temi dell'attualità